Nel territorio di Vernole già in età preistorica si evidenzia una presenza umana. Inizialmente si tratta di popolazioni indigene insediatesi nel triangolo Acquarica- Acaya- Pisignano. Questi insediamenti cominciano a subire mutamenti con nuovi apporti culturali dei Messapi, quindi dei Greci e poi dei Romani le cui notizie,così come quelle di chi li ha seguiti nella storia,  arrivano a noi con il linguaggio delle pietre come ci testimoniano i menhir, le specchie, i pagliari e le grotte basiliane in località San Pietro di Acaya. Più che con le parole la storia del territorio di Vernole ci viene tramandata, illustrata, fotografata, vissuta quindi attraverso queste pietre che hanno segnato le varie date, che ci parlano e sembrano indicarci in modo “muto” le esperienze degli avi rimanendo testimoni delle grandezze del passato per proiettarci nel futuro.

 Le prime notizie documentali sulla cittadina di Vernole si hanno nel 1115 quando il Casale di san Lorenzo (che era il primo nucleo abitato) fu venduto da Goffredo Conte di Lecce al Vescovo Formoso Lubello. Testimonianze edilizie di tale nucleo si hanno solo dalla chiesetta di S. Lorenzo, ora diroccata. In seguito alle  continue irruzioni dei saraceni gli abitanti decisero di spostarsi ed i primi insediamenti si ebbero in Vico Mundine,  Via Fuggiaro  e Via S. Nicola (al centro di Vernole)  nella speranza di difendersi dalle scorrerie con la foresta che allora insisteva sulla collinetta verso est. Nei due nuclei abitati esistevano due cappelle. Nella zona di Via Fuggiaru la Cappella dedicata alla Madonna della Luce, su Via S.Nicola la Cappella di S. Nicola con rito greco  bizantino. Successivamente, proprio a metà strada fra i due agglomerati fu costruita una chiesetta, successivamente ampliata come chiesa comune. In seguito la stessa fu abbattuta e al suo posto fu costruita l’attuale Chiesa parrocchiale dedicata a Maria SS. Assunta.

L’impianto urbanistico dei due rioni Fuggiaro e S. Nicola presentava un disegno quasi identico e denunciava la volontà di disporre le abitazioni intorno ad uno spazio comune che aveva del vicolo la forma allungata e della corte chiusa l’aspetto difensivo. In Via S. Nicola si va da un imbocco piuttosto ridotto fino a dilatarsi e raggiungere l’aspetto di una piazza e lo spazio si qualifica con la presenza della Chiesa. In Via Fuggiaro questi caratteri vengono ancora più evidenziati e la disposizione del prospetto delle case affacciantisi sulla via fanno pensare ad una grande corte plurifamiliare sulla quale si affaccia una serie di cortiletti privati. Una gerarchia di spazi che risulta singolare se non addirittura unico nel Salento.

La struttura di quest’ultimo rione è caratterizzata dal susseguirsi di abitazioni, racchiuse all’interno di un cortile privato, che presenta come unico affaccio sulla via un portone ad arco, munito di infisso, che all’occorrenza isola completamente l’abitazione dalla strada.

Sullo slargo erano le “Fogge” (fosse) per la raccolta del grano e degli altri cereali.

Sul nome di Vernole si hanno indicazioni contrastanti. Lo storico vernolese Eugenio De Carlo, in una pubblicazione del 1941, ritiene che VERNULAE possa derivare dal verbo latino VERNO (germogliare, essere primavera) visto il clima mite predominante dei luoghi. Arditi, nella sua Corografia Fisica e Storica della Provincia di Terra d’Otranto del 1879, ipotizza le origini da VERNATIO (deporre le vecchie spoglie) per indicare la rinascita degli abitanti di S. Lorenzo in un nuovo habitat e ritiene che tale evento possa essersi verificato nel IX secolo.

A noi piace, invece, pensare che Vernole sia una derivazione da VER IN OLAE (Primavera tra gli ulivi) per le distese di ulivi in tutto il territorio e per la tradizione olearia che ha contraddistinto il paese.

N.B I rilievi sono del Prof. A. Costantini